ABS — guida al filamento

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L'ABS è il filamento storico della resistenza meccanica e termica: robusto, tenace e facilmente lavorabile, ma esigente. Richiede temperature elevate, una camera chiusa e una buona dose di esperienza. Non è il filamento per i primi passi, ma è la scelta giusta per parti strutturali che devono durare e sopportare il calore.

Cos'è e perché sceglierlo

L'ABS (acrilonitrile-butadiene-stirene) è la stessa plastica dei mattoncini LEGO, dei cruscotti delle auto e dei gusci degli elettrodomestici. In stampa 3D offre pezzi duri, resistenti agli urti e stabili al calore. La sua caratteristica unica è la solubilità nell'acetone, che permette di incollare i pezzi chimicamente o di lisciarli per ottenere finiture lucide simili allo stampaggio a iniezione.

Caratteristiche principali

Punti di forza - Eccellente resistenza termica: mantiene la forma fino a ~95–100 °C - Elevata tenacità: resiste a urti e sollecitazioni, meno fragile del PLA - Post-lavorazione ottima: si carteggia, si fora, si incolla e si liscia con i vapori di acetone - Economico: tra i tecnici, ha un costo al chilo molto contenuto

Limiti - Warping e delaminazione marcati: ritiro termico altissimo, se l'aria si raffredda il pezzo si solleva o si spacca lungo gli strati - Emissioni nocive: in fusione rilascia stirene (gas tossico dall'odore pungente) e microparticelle — serve filtraggio o isolamento - Hardware obbligatorio: piatto capace di 100–110 °C e struttura completamente chiusa

Impostazioni di stampa tipiche

Parametro Valore indicativo
Temperatura ugello 230–260 °C
Temperatura piatto 90–110 °C
Ventola di raffreddamento 0–15% (l'aria fredda causa crepe immediate)
Velocità 40–80 mm/s
Camera chiusa Obbligatoria (l'aria interna deve raggiungere almeno i 40–50 °C)
Superficie di adesione PEI testurizzato (ottimo a caldo) o PEI liscio con colla come barriera
Essiccazione (se umido) ~65–70 °C per 4 ore

Importante: valori generali. Ogni produttore indica i propri nella scheda tecnica del prodotto — controlla sempre quella specifica.

Il segreto del successo: preriscaldare la camera

Se avvii la stampa appena il piatto raggiunge i 100 °C, l'aria dentro la stampante è ancora fredda: appena l'ugello sale di qualche centimetro, lo shock termico spacca il pezzo.

Il trucco è semplice: porta il piatto a 100–110 °C, e aspetta 15–20 minuti prima di lanciare la stampa, così l'aria della camera chiusa si scalda e stabilizza il comportamento termico del materiale. È il singolo accorgimento che fa più differenza tra una stampa ABS riuscita e una fallita.

Quando usarlo (e quando no)

Usalo per: componenti per interni auto (supporti, pulsanti, cover); scocche protettive, parti strutturali di stampanti 3D (es. progetti tipo Voron), ingranaggi e supporti esposti al calore; modelli in più parti da incollare saldamente con l'acetone.

Preferisci altro per: stampanti aperte o stanze abitate senza ventilazione dedicata (→ PETG); oggetti destinati a stare all'esterno sotto il sole (→ ASA); modelli puramente estetici o miniature (→ PLA).

Le varianti dell'ABS

  • ABS standard — la formula pura: massime prestazioni meccaniche e migliore reazione all'acetone, ma la più difficile da stampare per via del warping.
  • ABS+ / ABS Pro — additivato con polimeri acrilici: riduce molto il warping e migliora l'adesione tra gli strati, rendendo la stampa più tollerante; in cambio perde un po' di resistenza termica e reagisce meno rapidamente all'acetone.

Conservazione ed essiccazione

L'ABS assorbe meno umidità di Nylon o PETG, ma non ne è immune: da umido dà micro-esplosioni nell'ugello, finitura grezza e adesione tra gli strati indebolita. Conservalo in contenitore ermetico con gel di silice ed essiccalo a ~65–70 °C se necessario.

PETG, ABS o ASA? In breve

  • PETG — più facile, buona resistenza generale, meno tenuta al calore. Guida al PETG
  • ABS — resistenza termica e meccanica elevata e post-lavorabilità all'acetone, ma serve camera chiusa.
  • ASA — come l'ABS, in più resiste a sole e intemperie: la scelta per l'esterno. Guida all'ASA

Domande frequenti

L'ABS è davvero pericoloso per la salute durante la stampa? Non va sottovalutato: in fusione rilascia stirene (un VOC tossico) e molte microparticelle che possono irritare le vie respiratorie. Non stamparlo in camera da letto o dove lavori. L'ideale è una stampante con filtro a carboni attivi o collocata in un ambiente isolato e ben ventilato.

Perché il mio pezzo in ABS si è "crepato" a metà durante la stampa? È delaminazione: salendo la stampa, gli strati inferiori si raffreddano e si contraggono, tirando verso il basso. Se l'aria interna è troppo fredda (sotto i ~35–40 °C) o la ventola è troppo alta, gli strati si separano di colpo. Chiudi ogni fessura, riduci la ventola e preriscalda la camera.

Cos'è la lisciatura a vapori di acetone? Una post-produzione: sospendendo il pezzo in un contenitore chiuso con un po' di acetone (mai vicino a fiamme: l'acetone è altamente infiammabile), i vapori sciolgono lo strato superficiale dell'ABS e le linee degli strati scompaiono, lasciando il pezzo liscio e lucido come stampato a iniezione.

Rischio di danneggiare il piatto con l'ABS? Su PEI testurizzato si stampa bene e si stacca da solo sotto i ~40 °C. Su PEI liscio l'adesione può essere eccessiva: usa un velo di colla come barriera per evitare che l'ABS strappi il rivestimento alla rimozione.

L'ABS resiste al calore? Sì, fino a circa 95–100 °C: molto più del PLA.

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Queste guide raccolgono esperienze e buone pratiche della comunità maker, oltre alle nostre. Sono indicazioni generali: per i valori esatti di ogni prodotto fai sempre riferimento alla scheda tecnica (TDS) del produttore.

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