Il TPU è il filamento gommoso per eccellenza: flessibile, elastico e incredibilmente resistente all'abrasione. È l'unico modo, in stampa FDM, per ottenere oggetti capaci di piegarsi, comprimersi e tornare alla forma originale senza rompersi. Va stampato però con pazienza e, idealmente, con l'hardware giusto.
Cos'è e perché sceglierlo
Il TPU (poliuretano termoplastico) è un elastomero che si comporta in tutto e per tutto come una gomma tecnica. La sua "morbidezza" si misura sulla scala della durezza Shore: un 85A è molto morbido e cedevole, un 95A è più rigido, elastico e decisamente più facile da maneggiare (il più diffuso). Brilla per l'eccezionale resistenza all'abrasione, agli urti, all'azione di oli e grassi e agli agenti atmosferici.
Caratteristiche principali
Punti di forza - Flessibile ed elastico: si piega, si allunga e assorbe gli impatti tornando in forma - Resistenza all'usura imbattibile: quasi impossibile da consumare per sfregamento - Coesione tra gli strati eccezionale: il pezzo è praticamente indistruttibile lungo le linee di stampa - Buona tenuta chimica a idrocarburi, oli e grassi
Limiti - Va stampato lento: spinto troppo, si piega nell'estrusore e blocca l'alimentazione - Hardware esigente: rende molto meglio con un estrusore Direct Drive; i sistemi Bowden faticano, soprattutto con le varianti più morbide (85A) - Stringing cronico: per la sua elasticità tende a lasciare molti fili sottili - Adesione fortissima: sul PEI liscio può rovinare la superficie in fase di rimozione
Impostazioni di stampa tipiche
| Parametro | Valore indicativo |
|---|---|
| Temperatura ugello | 210–235 °C |
| Temperatura piatto | 30–60 °C (può stampare anche a freddo) |
| Ventola di raffreddamento | Medio-alta (40–80%) per definire i dettagli |
| Velocità | 15–40 mm/s (lento!) |
| Retrazione | Disattivata o minima (0,5–1 mm su Direct Drive) |
| Camera chiusa | Non necessaria |
| Superficie di adesione | PEI testurizzato, o colla come distaccante su PEI liscio |
| Essiccazione | ~50–60 °C per 4–6 ore (se ha preso umidità) |
Importante: il TPU è estremamente sensibile alla geometria dell'estrusore. Controlla sempre le linee guida del produttore e la scheda tecnica del prodotto.
Quando usarlo (e quando no)
Usalo per: cover per smartphone, custodie protettive per action cam e droni; guarnizioni personalizzate, paracolpi, piedini antiscivolo e smorzatori di vibrazioni; ruote per robotica, cingoli, cinghie di trasmissione e cerniere flessibili.
Preferisci altro per: parti strutturali che devono sopportare carichi senza flettere (→ PLA, PETG, ABS) e stampe con supporti complessi (i supporti in TPU si fondono al pezzo e sono difficilissimi da rimuovere).
Le varianti del TPU
- TPU 95A — il re del compromesso: abbastanza rigido da farsi guidare bene dagli ingranaggi dell'estrusore, ma con ottima elasticità finale. Il punto di partenza perfetto.
- TPU 85A — più morbido, vero effetto gomma; impegnativo da stampare se l'estrusore non ha un percorso del filamento totalmente guidato.
- TPE — la famiglia più ampia di elastomeri di cui il TPU fa parte: alcuni offrono una sensazione più "vellutata" al tatto, ma sono ancora più complessi da estrudere.
Regolare la morbidezza: un trucco di design
Con il TPU hai un superpotere nello slicer: puoi decidere quanto sarà morbido l'oggetto finale modificando la struttura interna, a parità di filamento.
- Effetto "spugna/cuscinetto": pochi perimetri (2) e riempimento basso (10–15%), magari con pattern Gyroid.
- Effetto "gomma dura/pneumatico": più perimetri (4+) e riempimento oltre il 40%.
Lo stesso TPU 95A può così diventare incredibilmente soffice oppure rigido come un tassello industriale.
Conservazione ed essiccazione
Il TPU è fortemente igroscopico: quando assorbe umidità, l'acqua evapora nell'ugello creando bollicine che rovinano la finitura e causano stringing incontrollabile. Se senti piccoli scoppiettii durante la stampa, asciugalo a ~55 °C in un essiccatore prima di riprovare. Conservalo in contenitore ermetico con gel di silice.
In breve
Il TPU gioca un campionato a parte: è l'unica vera scelta quando ti serve flessibilità ed elasticità. PLA, PETG, ABS e ASA sono tutti rigidi — il TPU è la gomma del gruppo. Non compete con i filamenti strutturali, ma risolve problemi che nessun altro materiale può affrontare.
Domande frequenti
Perché il TPU si aggroviglia dentro l'estrusore? È come spingere uno spago morbido in un tubicino: se tra gli ingranaggi e l'ingresso dell'hotend c'è anche solo un piccolo spazio libero, il TPU si piega di lato e si arrotola attorno alla ruota dentata. Per questo gli estrusori Direct Drive (con percorso del filamento totalmente guidato) sono l'ideale.
Come riduco i fili (stringing) del TPU? Eliminarli del tutto è difficile perché il materiale è elastico e continua a colare un po' anche a spinta ferma. Per ridurli: asciuga il filamento, rallenta la velocità dei movimenti a vuoto e attiva nello slicer l'opzione "Avoid crossing perimeters", così l'ugello resta sopra il pezzo e nasconde i fili all'interno.
Rischio di rovinare il piatto con il TPU? Sì, su PEI liscio: l'affinità è così alta che il TPU può saldarsi alla superficie e strapparne un pezzo alla rimozione. Usa un PEI testurizzato (ruvido) o applica un velo di colla come strato di separazione.
Posso stamparlo con un sistema Bowden? Solo con il TPU 95A (il più rigido): azzera la retrazione, vai molto lento (15–20 mm/s) e assicurati che il tubo PTFE sia di qualità e senza giochi. Con i TPU morbidi (85A) il Bowden è quasi impraticabile.
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Queste guide raccolgono esperienze e buone pratiche della comunità maker, oltre alle nostre. Sono indicazioni generali: per i valori esatti di ogni prodotto fai sempre riferimento alla scheda tecnica (TDS) del produttore.