Il PETG-CF unisce la tenacità del PETG alla rigidità della fibra di carbonio: un composito di fascia media funzionale, più rigido e stabile del PETG base. Un ottimo punto d'ingresso ai compositi che devono lavorare davvero sul campo.
Cos'è e perché sceglierlo
Il PETG-CF è PETG caricato con fibre di carbonio corte (di solito 10-15%). A differenza del PLA-CF — dove il rinforzo è più estetico che funzionale — qui si parte da una base già tenace e resistente alla temperatura, quindi la fibra ha un effetto pratico più sensibile: dona rigidità torsionale e stabilità dimensionale notevoli, mentre il PETG conserva la sua buona resistenza ad acqua, umidità e agenti chimici. È la scelta per parti rigide e funzionali senza affrontare la complessità del nylon caricato.
Caratteristiche principali
Punti di forza - Rigidità e stabilità geometrica superiori: resiste a flessioni e carichi statici senza deformarsi nel tempo - Warping ridotto quasi a zero rispetto al PETG base - Conserva l'impermeabilità e la resistenza ad acqua e umidità del PETG - Finitura opaca che maschera i layer, e molto più facile da carteggiare del PETG standard (che tende a impastarsi sotto la carta abrasiva)
Limiti - Più fragile del PETG normale all'impatto: la fibra riduce l'allungamento a rottura, sotto un urto si spezza prima - Abrasivo: richiede obbligatoriamente ugello in acciaio temprato - Stringing latente: la fibra lo attenua, ma se il filamento è umido i fili tornano subito - Richiede piatto riscaldato
Impostazioni di stampa tipiche
| Parametro | Valore indicativo |
|---|---|
| Temperatura ugello | 240–260 °C (un po' più caldo del PETG normale) |
| Temperatura piatto | 70–85 °C |
| Ventola di raffreddamento | 20–40% (troppa distrugge la coesione tra strati e la forza meccanica) |
| Velocità | 40–70 mm/s (oltre 150 solo con varianti High Flow) |
| Camera chiusa | Non necessaria (protegge i pezzi grandi dalle correnti) |
| Ugello | Acciaio temprato, ideale 0.6 mm (la fibra abrade l'ottone) |
| Essiccazione (se umido) | ~65 °C per 4–6 ore (decisivo per lo stringing) |
Importante: valori generali. Ogni produttore indica i propri nella scheda tecnica del prodotto — controlla sempre quella specifica.
I 2 trucchi pro per stamparlo
- Non schiacciarlo sul piatto. Come il PETG standard, odia essere pressato sul primo layer: se l'ugello è troppo vicino, le fibre si accumulano attorno alla punta creando grumi che rovinano i passaggi successivi. Imposta un offset del primo layer un po' più alto (~+0.03 mm).
- Asciugatura preventiva obbligatoria. Non farti ingannare dal fatto che sia caricato: la matrice di PETG è igroscopica. Da umido, il vapore fa esplodere lo stringing e — soprattutto — può indebolire l'adesione tra gli strati fino al 40%, rendendo il pezzo fragile.
Quando usarlo (e quando no)
Usalo per: staffe strutturali per bici, supporti per fotocamere, custodie per elettronica da esterno, dime d'officina; componenti con tolleranze precise che operano in ambienti umidi o a contatto con l'acqua; pezzi rigidi fino a ~75 °C (es. in scatole di derivazione calde).
Preferisci altro per: parti sottoposte a impatti violenti, vibrazioni severe o cadute (→ PETG-GF, Nylon puro); componenti esposti per anni al sole o sul cruscotto (→ ASA, ASA-CF); miniature, modelli estetici o parti flessibili (→ PLA, TPU).
Le varianti a confronto
- PETG-CF (carbon) — il re della rigidità e della stabilità dimensionale su fascia media: per staffe, scocche e parti di precisione che non devono flettere.
- PETG-GF (glass) — caricato a fibra di vetro: l'alternativa ideale se il pezzo deve subire urti, perché il vetro offre più tenacità e resilienza agli impatti del carbonio, è meno abrasivo ed è più economico. Guida al PETG-GF
- PA-CF (nylon carbonio) — il vero salto industriale: prestazioni termiche (~150 °C) e meccaniche nettamente superiori, ma richiede camere calde ed è esigente per l'igroscopicità. Guida al PA-CF
Conservazione ed essiccazione
La matrice di PETG è igroscopica. Conservalo in contenitore ermetico con gel di silice ed essiccalo a ~65 °C se noti fili, bollicine o scarsa adesione tra gli strati.
PETG-CF, PETG-GF o PA-CF? In breve
- PETG-CF — rigido e stabile, accessibile: il composito "funzionale" d'ingresso.
- PETG-GF — più tenace e resiliente sotto urti, meno abrasivo, più economico.
- PA-CF — prestazioni superiori (rigidità e forza), ma difficile e igroscopico.
Domande frequenti
Il PETG-CF è molto più resistente del PETG? È molto più rigido e stabile (non si imbarca), ma non più resistente alla rottura: anzi, le fibre riducono l'elasticità, quindi sotto carico estremo il PETG normale si piega vistosamente prima di rompersi, mentre il PETG-CF resta dritto fino al limite e poi si spezza di colpo.
Posso stamparlo con un ugello in ottone da 0.4? No: la fibra agisce come una mola sul metallo morbido e consuma l'ottone in poche ore, allargando il foro. Usa solo acciaio temprato; un 0.6 mm riduce anche le micro-ostruzioni sulle stampe lunghe.
Come si comporta sui piatti moderni? Su PEI testurizzato si stampa bene e si stacca da solo a freddo. Su PEI liscio applica un velo di colla come distaccante: l'affinità del PETG è così alta che rischieresti di strappare la pellicola del piatto.
Fa i fili come il PETG? Un po': la fibra attenua lo stringing ma non lo elimina. Asciugatura e retrazione ben regolate aiutano.
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Queste guide raccolgono esperienze e buone pratiche della comunità maker, oltre alle nostre. Sono indicazioni generali: per i valori esatti di ogni prodotto fai sempre riferimento alla scheda tecnica (TDS) del produttore.